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Maurizio Gregorini

BALLATA DELLO STANCO MARE

Il mare è molto stanco, non vuole più ondeggiare.
Ha dato già tempeste e flutti in abbondanza.
Ora ne avanza e vuole riposare.
Desidera essere tavola, diamante fermo e saldo.
Caldo e silente esige diventare
sofferto ha troppo il freddo, il grigio deambulare.

Dei pesci non gli importa, ne farà vetro ed ambra
sarà un’opera d’arte da amare e da guardare.
Il mare si è stufato di esser navigato
le barche e i pescatori sul greto dei torrenti
nervoso ha rigettato.
Diventerà uno specchio di luce per le donne
sarà la pelle azzurra che avvolge nella seta
la dura scorza nera di roccia che è il pianeta.

Lo guardo con mollezza
è stato giovinezza
è stato una canzone d’amore e d’innocenza.
Ma tutto ora è cambiato
quel tempo è una bottiglia,
con un messaggio dentro
quel tempo è una conchiglia
con una perla al centro.

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